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Per la seconda volta, il Quinto Rapporto di Valutazione dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) fa parlare di sé prima ancora di essere ufficialmente reso pubblico. Alcuni contenuti del contributo redatto da Working Group I, quello che affronta gli aspetti scientifici del sistema climatico e dei cambiamenti climatici, erano trapelati già a dicembre 2012 (si veda il post “IPCC: la bozza trapelata che invade il web”). La scorsa settimana, a solo un mese dalla pubblicazione ufficiale della prima parte del Quinto Rapporto IPCC, che sarà accompagnata dalla presentazione del Summary for Policymakers in una conferenza stampa il 27 settembre 2013, Reuters U.S. ha pubblicato un articolo con nuovi dati trapelati dalla bozza finale. Come ha tenuto a specificare l’IPCC in un comunicato stampa, si tratta pero’ di una bozza passibile di ulteriori modifiche: il documento sarà definitivo solo dopo l’approvazione che avverrà in una sessione di quattro giorni, tra il 23 e il 26 settembre.
Prima di allora, l’IPCC si riserva di non commentare le notizie relative alla versione work in progress del rapporto. E così farà anche per i volumi seguenti: il lavoro del Working Group II (vulnerabilità, impatti dei cambiamenti climatici e opzioni di adattamento) sarà approvato tra il 25 e il 29 marzo 2014 e quello del Working Group III (mitigazione dei cambiamenti climatici) tra il 7 e l’11 aprile 2014. Infine, il rapporto di sintesi dei tre volumi sarà approvato tra il 27 e il 31 ottobre 2014.
La principale notizia che emerge dalla bozza a disposizione di Reuters è la percentuale di probabilità che il riscaldamento globale verificatosi a partire dagli anni ’50 abbia come prima causa l’attività umana (principalmente per la combustione di combustibili fossili): il 95%. Nel 1995, tale probabilità era stata stimata al 50%, per crescere al 66% nel 2001 e al 90% nell’ultimo report IPCC del 2007.
Si è ormai vicini alla certezza scientifica della responsabilità antropogenica dei cambiamenti climatici. Si è invece meno certi degli impatti locali, regione per regione, nei prossimi decenni. A causa di quest’incertezza sulla distribuzione geografica dei cambiamenti climatici, aumenteranno gli ostacoli e i costi di azioni di adattamento e prevenzione, azioni che si dimostrano sempre più necessarie e urgenti vista la difficoltà di ottenere risultati soddisfacenti sul fronte della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra su scala globale.
Il rapporto evidenzia infatti l’alta probabilita’ di non riuscire a mantenere l’aumento delle temperature medie rispetto ai livelli preindustriali al di sotto dei due gradi centigradi, considerata internazionalmente come soglia oltre la quale aumenterebbero in modo significativo gli effetti irreversibili dei cambiamenti climatici, inclusi maggiore siccità, inondazioni, innalzamento del livello del mare ed estinzioni. Cio’ significa che ci stiamo muovendo in modo irreversibile verso un pianeta diverso e che e’ necessario prepararsi agli importanti cambiamenti che avranno luogo nella seconda meta’ di questo secolo.
Un’altra questione affrontata dall’IPCC è il rallentato aumento delle temperature medie globali verificatosi circa dal 1998 nonostante i ripetuti record nelle concentrazioni di gas serra in atmosfera (dovuti prevalentemente allo sviluppo della Cina e di altri Paesi): un disaccoppiamento temporaneo che, come spiegato nel post Riscaldamento globale nell’Artico: perché così veloce?, può dipendere da diversi fattori (tra cui il particolato sospeso, il maggiore assorbimento di calore da parte degli oceani, le variazioni naturali del clima), ma che, secondo l’IPCC, non smentisce il collegamento causale tra aumento delle emissioni e innalzamento delle temperature.
La stima dell’innalzamento del livello del mare alla fine del secolo è cresciuta dai 18-59 cm del report del 2007, che non teneva adeguatamente conto dei rapidi cambiamenti in Antartide e in Groenlandia, ai 29-82 cm della nuova bozza. Davvero preoccupante.
Torneremo a breve con nuove anticipazioni sul prossimo rapporto dell’IPCC!!
Maggiori informazioni:
· “Experts surer of manmade global warming but local predictions elusive”, Alister Doyle, 16 agosto 2013: http://www.reuters.com/article/2013/08/16/us-climate-report-idUSBRE97F0KM20130816
· “IPCC: la bozza trapelata che invade il web”, post su questo blog, 27 dicembre 2012: https://www.carlocarraro.org/argomenti/ipcc-la-bozza-trapelata-che-invade-il-web/
· “Riscaldamento globale nell’Artico: perché così veloce?”, post su questo blog, 7 agosto 2013: https://www.carlocarraro.org/argomenti/il-clima-che-cambia/riscaldamento-globale-nell-artico-perche-cosi-veloce/



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