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Ancora lontano dalla sua pubblicazione definitiva, il Quinto Rapporto di Valutazione dell’IPCC[1] (Intergovernmental Panel on Climate Change) è già al centro dei riflettori.
Sarà infatti concluso solo nell’ottobre 2014 il processo di revisione dell’AR5 (Assessment Report 5), quinta edizione dello studio sullo stato dell’arte a livello scientifico, tecnico e socioeconomico delle conoscenze globali sul clima, ma da tempo c’è grande fermento nella comunità internazionale come nell’opinione pubblica.
La prima sezione del rapporto, il contributo redatto dal Gruppo di Lavoro 1 (Working Group I), che affronta gli aspetti scientifici del sistema climatico e dei cambiamenti climatici, sarà completata a settembre 2013, ma sembra che per alcuni l’attesa sia stata irresistibile: la seconda bozza del documento Climate Change 2013: The Physical Science Basis (WGI AR5) è stata pubblicata pochi giorni fa da uno dei revisori sul suo sito per poi diffondersi a macchia d’olio nel web.
L’attore protagonista è Alec Rawls, uno degli 800 revisori che, insieme a 26 Governi, tra il 5 ottobre e il 30 novembre hanno proposto più di 30.000 commenti alla seconda bozza del testo del WGI (oltre alla prima bozza del Summary for Policymakers e del riassunto tecnico), e che si erano impegnati a mantenerne la riservatezza fino alla data di pubblicazione da parte dell’IPCC. Siamo infatti ancora nel bel mezzo del processo di revisione: gli autori, insieme ai Review Editors, stanno valutando i commenti alla seconda bozza e si riuniranno il prossimo mese al Working Group I Fourth Lead Author Meeting (Hobart, Tasmania) per rispondervi, verso la preparazione di un’ultima bozza definitiva (per un approfondimento sulla procedura IPCC per la redazione dei rapporti di Valutazione, si veda il post L’IPCC verso il Quinto Rapporto di Valutazione, 15 ottobre 2012).
Per Rawls, blogger negazionista, e per gli altri scettici climatici che hanno acceso il web nei giorni scorsi, è stata l’occasione per mettere ancora una volta in discussione le evidenze scientifiche che dimostrano la responsabilità umana dei cambiamenti climatici.
Rawls ha affermato che la bozza sarebbe rivoluzionaria e “dovrebbe capovolgere l’intera agenda IPCC”, in quanto darebbe evidenza di una maggiore influenza dell’attività solare e dei raggi cosmici galattici[2] sui cambiamenti del clima rispetto a quanto ritenuto finora: il riscaldamento globale sarebbe dunque imputabile al sole e non all’uomo.
Nella pagina web in cui ha pubblicato e criticato il draft, Rawls giustifica il suo atto furtivo come una tutela contro il rischio che questa informazione venga rimossa per chè sconveniente dalla versione finale del rapporto, e invita i lettori a dare massima diffusione alla bozza: “Credo che la diffusione di questa bozza sia del tutto legale, che la relazione finanziata da soldi pubblici sia propriamente di dominio pubblico e […] quindi i lettori interessati sono invitati a scaricare copie del rapporto per un’ulteriore diffusione nel caso in cui questo contenuto fosse rimosso […].”
L’IPCC, che non ha commentato i contenuti della bozza, in quanto si tratta di lavori in corso, ha dichiarato che “[… ]si rammarica per questo intervento non autorizzato che interferisce con il processo di valutazione e revisione.[…] La pubblicazione non autorizzata e prematura della bozza […] può generare confusione perché il testo dovrà necessariamente cambiare per certi aspetti una volta che tutti i commenti di revisione saranno stati affrontati. […] Il testo che è stato pubblicato non è dunque la relazione finale”.
Nell’ambito della tempesta scatenata sul web, Rawls non ha fatto molta strada, attirando più critiche da parte di esperti delle scienze climatiche che avvallamenti da parte degli scettici. La sua posizione è focalizzata su alcune sezioni e ignora il resto del rapporto; inoltre, il negazionista tradisce con i suoi commenti il suo schieramento a priori, dalle critiche alla carbon Tax del programma di Obama al suo ritenere i crescenti eventi estremi come scollegati dall’impatto umano sul clima.

Figura 1 – Temperatura globale (rosso, NASA GISS) e irradianza solare totale (blu, 1880 – 1978 da Solanki, 1979 – 2009 da PMOD)
L’IPCC non ha mai escluso la variabilità solare dai possibili fattori di influenza delle variazioni delle temperature (IPCC, Fourth Assessment Report, 2007), così come dalla bozza trapelata emergono i possibili collegamenti tra i raggi cosmici e il sistema climatico, ma con un elevato grado di sicurezza viene affermato che la forzante naturale è solo una piccola frazione della forzante umana[3]. Come spiegato approfonditamente a questo link, il report afferma che la ricerca ha rilevato negli ultimi decenni un’attività solare in calo (fig. 1). Questa, insieme ai raggi cosmici che ne amplificano l’effetto, dovrebbe quindi influire sulla temperatura con conseguenze di raffreddamento piuttosto che di riscaldamento. L’andamento delle temperature è invece in continua crescita, così come quello delle emissioni umane di gas ad effetto serra.
In sostanza, la bozza conferma la responsabilità antropica dei cambiamenti climatici. Nessuna sorpresa dunque, ma non dimentichiamo che stiamo facendo considerazioni sulla base di contenuti trapelati e non definitivi, estratti da un documento le cui pagine riportano in evidenza la dicitura “Do Not Cite, Quote or Distribute – Non citare o distribuire”. E per esperienza so che il testo definitivo spesso e’ molto diverso da quello circolato in seconda bozza, proprio perche’ la seconda bozza manca ancora di tutta la fase di controllo dei reviewers, fase che e’ fondamentale per evitare errori, duplicazioni e incongruenze.
Maggiori informazioni
[1] L’IPCC, principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, produce in media ogni sei anni un Assessment Report con il contributo di centinaia di esperti, sulla base di analisi e valutazioni della letteratura esistente a livello globale sul tema.
[2] I raggi cosmici sono particelle energetiche di varia natura e origine provenienti dallo spazio, alle quali è esposta la Terra.
[3] La forzante radiativa (Wm-2) è il flusso di energia radiante, solare ed infrarossa, entrante (+) o uscente (-) per unità di superficie al limite dell’atmosfera per effetto della variazione di un determinato fattore (ad esempio della concentrazione di uno dei gas serra). “E’ una misura dell’influenza che un fattore ha nell’alterare il bilancio dell’energia entrante o uscente” (IPCC)



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