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L’innovazione ha aiutato l’umanità a fronteggiare alcune delle principali sfide che le si sono poste dinnanzi, dall’eradicazione di malattie attraverso le vaccinazioni alla sconfitta di carestie attraverso una maggiore produttività in agricoltura. Ed è proprio l’innovazione la chiave per affrontare la nuova grande sfida dell’umanità: i cambiamenti climatici. È infatti cruciale innovare, in particolare nel settore energetico, per muovere rapidamente verso un’economia a zero emissioni di carbonio.
La strategia per controllare i cambiamenti climatici è chiara. Innanzitutto, dobbiamo iniziare a ridurre le emissioni, e dobbiamo farlo in fretta. Ciò richiederà alle compagnie elettriche di generare molta più energia da fonti rinnovabili come l’eolico e il solare, e ad aziende e consumatori di passare rapidamente ad auto, camion, edifici e attrezzature industriali più efficienti dal punto di vista energetico. Politiche intelligenti incentrate sul breve termine sono fondamentali per iniziare a muoverci nella giusta direzione.
Ma più pannelli solari, turbine eoliche e auto elettriche non bastano a ridurre le emissioni a zero. La neutralità carbonica richiederà innovazioni significative, che dovranno avvenire sufficientemente presto per dare il tempo alle nuove tecnologie di essere ampiamente utilizzate per fare la differenza.
Sfortunatamente, gli investimenti del settore pubblico per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie energetiche pulite non stanno crescendo abbastanza rapidamente. Secondo l’ultima analisi dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, nelle principali economie del mondo riguardano meno dello 0,1% della spesa pubblica totale. E la dimensione degli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo nel settore energetico non è nemmeno aumentata negli ultimi anni (si veda la figura seguente): il livello attuale degli investimenti è più o meno lo stesso di quello degli anni ’80, nonostante le necessità cruciali emerse negli ultimi anni a causa dell’accelerazione del cambiamento climatico.

I principali ritardi riguardano l’efficienza dei carburanti per auto e camion, le emissioni da processi industriali e i biocarburanti avanzati nei trasporti. Sono inoltre necessarie nuove tecnologie per affrontare due importanti sfide: decarbonizzare la generazione di elettricità – che oggi è la principale fonte di emissioni – e altri settori importanti come i trasporti e l’industria pesante.
Per quanto riguarda il primo punto, la produzione di energia eolica e solare ha fatto notevoli passi avanti e questi settori rappresentano oggi una quota crescente dell’approvvigionamento energetico globale. Ma sono necessari ulteriori progressi tecnologici per consentire alle fonti di energia rinnovabile di espandersi più rapidamente. Ciò potrebbe includere innovazioni come i parchi eolici galleggianti sull’oceano, in grado di catturare la ricca energia eolica disponibile al largo di acque profonde, così come l’immagazzinamento di grandi quantità di elettricità per ridurre al minimo i problemi sollevati dall’intermittenza delle energie rinnovabili.
Inoltre, l’energia pulita non può raggiungere tutti gli angoli dell’economia: alcuni settori importanti, come quelli dei trasporti a lunga distanza, del ferro e dell’acciaio, potrebbero richiedere approcci diversi per ridurre il loro impatto sul clima. L’idrogeno, prodotto da fonti a basse emissioni di carbonio, potrebbe colmare alcune di queste lacune alimentando navi e camion a lungo raggio e fornendo una materia prima chiave per settori industriali come quelli del ferro, dell’acciaio e dei prodotti chimici. Potrebbe inoltre aiutare a conservare l’energia eolica e solare più a lungo rispetto alle batterie.
L’idrogeno sta oggi vivendo un momento senza precedenti in tutto il mondo. È incoraggiante che gli Stati Uniti, l’Unione Europea e il Giappone abbiano firmato un accordo a margine del recente incontro del G20 con i ministri dell’energia e dell’ambiente per accelerare lo sviluppo delle tecnologie dell’idrogeno e delle celle a combustibile.
Infine, ridurre le emissioni nei settori più difficili richiederà quasi sicuramente la cattura e il sequestro di CO2 su vasta scala. Vediamo realizzarsi sempre più progetti di cattura del carbonio, ma abbiamo ancora molta strada da fare. Quelli oggi operativi sono in grado di intrappolare solo 30 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, cifra che per raggiungere obiettivi energetici sostenibili dovrebbe arrivare a 2,3 miliardi di tonnellate entro il 2040. Un obiettivo raggiungibile solo con un progresso tecnologico importante.
E’ davvero il momento di chiedere al genio innovativo dell’umanità quel salto di qualità necessario a garantire un futuro sostenibile alle generazioni future.
[Photo by Tim Foster on Unsplash]



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