Archivi
Blogroll
Che influenze hanno e avranno i cambiamenti climatici sullo sviluppo dell’Africa Sub-Sahariana, del Sud Est Asiatico dell’Asia del Sud? Che impatti sulle vite e sulle traiettorie di sviluppo di queste regioni del mondo?
A queste domande vuole rispondere il rapporto “Turn Down the Heat: Climate Extremes, Regional Impacts, and the Case for Resilience – Abbassiamo il riscaldamento: estremi climatici, impatti regionali e resilienza”, pubblicato il 19 giugno scorso dalla Banca Mondiale.
Il rapporto fratello, “Turn Down the Heat: Why a 4°C Warmer World Must be Avoided – Abbassiamo il riscaldamento: perché un mondo più caldo di 4°C dovrebbe essere evitato“, realizzato lo scorso anno, evidenziava le conseguenze della rotta verso un aumento di 4°C della temperatura media globale entro la fine del secolo rispetto ai livelli preindustriali: uno scenario futuro, causato dal crescente aumento di emissioni climalteranti, che ha il 40% di possibilità di realizzarsi se non verrranno messe in atto azioni concrete di mitigazione a livello mondiale (la fonte e’ l’International Energy Agency, 2012).
Oggi, con un aumento della temperatura media di 0,8°C, molte comunità nel mondo stanno già sperimentando diverse conseguenze degli impatti dei cambiamenti climatici, come ondate di calore, innalzamento del livello del mare, modifica dell’ecosistema marino, cicloni e tempeste più frequenti e intensi, siccità e inondazioni. Sappiamo che Paesi e comunità in via di sviluppo sono più vulnerabili a tali fenomeni, anche perchè meno attrezzati ad adattarvisi. L’ulteriore innalzamento delle temperature intensificherà questi impatti e, a cause delle conseguenze sulle colture agricole, intaccherà in modo importante la sicurezza alimentare di alcune popolazioni.
Nell’Africa Sub-Sahariana, un riscaldamento tra 1,5 e 2°C implicherebbe nel 2030-2040 una perdita del 40-80% della terra coltivata e adatta alle colture di mais, miglio e sorgo. Se il riscaldamento dovesse raggiungere i 4 gradi, le precipitazioni annue diminuirebbero del 30% nel 2080 nell’Africa del Sud, anche se aumenterebbero nell’Est dell’Africa, con il probabile avvio di processi migratori conflitttuali.
Le città costiere del Sud Est Asiatico saranno messe a dura prova dall’innalzamento del livello del mare, che già nel 2040 potrebbe raggiungere i 30 cm, causando la perdita dell’11% della produzione agricola del Delta del Mekong (Vietnam), produttore mondiale di riso. Solo limitando l’aumento della temperatura al di sotto di 2°C, l’innalzamento del livello del mare al 2100 si potrebbe contenere sotto i 70 cm.
L’Asia del Sud soffrirà della crescente instabilità dei monsoni e si dividerà tra zone siccitose e altre con sovrabbondanza d’acqua; la perdita di neve Himalayana ridurrà l’affluenza d’acqua nei bacini dell’Indo, del Gange e del Brahmaputra. Centinaia di milioni di persone rischiano di trovarsi in condizioni di insufficienza d’acqua, di cibo o di accesso all’energia. Il Bangladesh e le città indiane di Calcutta e Mumbai dovranno fare i conti con l’innalzamento del livello del mare, inondazioni e cicloni intensi.
I tassi di urbanizzazione sono alti in tutte queste regioni. Per fare un esempio, nell’Africa Sub-Sahariana si prevede che la popolazione delle aree urbane passerà dal 36% (2010) al 56% (2050). I cambiamenti climatici, per le pressioni che pongono alle aree rurali e costiere, sono uno dei fattori di spinta di tali migrazioni, ma allo stesso tempo minacciano gli abitanti delle città, aree particolarmente vulnerabili, con nuovi rischi.
Sono diverse le trasformazioni sociali legate alle sfide dei cambiamenti climatici nelle zone analizzate, tutte fortemente legate al tema dello sviluppo. Non è possibile pensare di vincere la povertà senza operare rapidamente sul fronte del clima, agendo congiuntamente sull’adattamento e sulla resilienza locali da un lato e sulla riduzione delle emissioni di gas serra globali dall’altro: abbiamo ancora poco tempo per indirizzare il nostro sviluppo economico, ed in particolare quello dei paesi emergenti, lungo un percorso diverso e più sostenibile di quello che la rotta dell’inerzia ci sta prospettando.
Maggiori informazioni



Hai domande o vuoi scrivermi? Trovi il modulo e tutti i recapiti nella pagina dedicata.
| Cookie | Durata | Descrizione |
|---|---|---|
| cookielawinfo-checkbox-advertisement | 1 year | Set by the GDPR Cookie Consent plugin, this cookie is used to record the user consent for the cookies in the "Advertisement" category . |
| cookielawinfo-checkbox-analytics | 11 months | This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics". |
| cookielawinfo-checkbox-functional | 11 months | The cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional". |
| cookielawinfo-checkbox-necessary | 11 months | This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary". |
| cookielawinfo-checkbox-others | 11 months | This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other. |
| cookielawinfo-checkbox-performance | 11 months | This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance". |
| CookieLawInfoConsent | 1 year | Records the default button state of the corresponding category & the status of CCPA. It works only in coordination with the primary cookie. |
| viewed_cookie_policy | 11 months | The cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data. |
| Cookie | Durata | Descrizione |
|---|---|---|
| __utma | 2 years | This cookie is set by Google Analytics and is used to distinguish users and sessions. The cookie is created when the JavaScript library executes and there are no existing __utma cookies. The cookie is updated every time data is sent to Google Analytics. |
| __utmb | 30 minutes | Google Analytics sets this cookie, to determine new sessions/visits. __utmb cookie is created when the JavaScript library executes and there are no existing __utma cookies. It is updated every time data is sent to Google Analytics. |
| __utmc | session | The cookie is set by Google Analytics and is deleted when the user closes the browser. It is used to enable interoperability with urchin.js, which is an older version of Google Analytics and is used in conjunction with the __utmb cookie to determine new sessions/visits. |
| __utmt | 10 minutes | Google Analytics sets this cookie to inhibit request rate. |
| __utmz | 6 months | Google Analytics sets this cookie to store the traffic source or campaign by which the visitor reached the site. |
| Cookie | Durata | Descrizione |
|---|---|---|
| CONSENT | 2 years | YouTube sets this cookie via embedded youtube-videos and registers anonymous statistical data. |
| Cookie | Durata | Descrizione |
|---|---|---|
| VISITOR_INFO1_LIVE | 5 months 27 days | A cookie set by YouTube to measure bandwidth that determines whether the user gets the new or old player interface. |
| YSC | session | YSC cookie is set by Youtube and is used to track the views of embedded videos on Youtube pages. |
| yt-remote-connected-devices | never | YouTube sets this cookie to store the video preferences of the user using embedded YouTube video. |
| yt-remote-device-id | never | YouTube sets this cookie to store the video preferences of the user using embedded YouTube video. |
