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Il 2012 è stato designato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come anno internazionale dell’energia sostenibile per tutti: energia accessibile, pulita e più efficiente.
L’accessibilità ai moderni servizi energetici da parte dei Paesi in via di sviluppo è essenziale per ridurre la povertà e migliorare le condizioni e gli standard di vita della maggioranza della popolazione mondiale. Il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Figura 1), gli otto obiettivi che gli Stati Membri dell’ONU si sono impegnati a rispettare entro il 2015, dipende in buona parte da un approvvigionamento energetico diffuso e sostenibile.
Energia sostenibile per tutti significa lavorare per il duplice obiettivo di ridurre la povertà e consentire uno sviluppo rispettoso dell’ambiente e del clima. Obiettivo che corrisponde alla “crescita inclusiva” recentemente invocata nel report della Banca Mondiale Inclusive green growth: the pathway to sustainable development, oltre che ad uno dei due temi centrali dell’ormai imminente Summit di Rio de Janeiro: “la green economy nel contesto dell’eradicazione della povertà”.
Dopo l’anno della biodiversità e quello delle foreste, il 2012 è il terzo anno consecutivo che l’ONU dedica alla sensibilizzazione su un tema strettamente legato al problema ambientale. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha lanciato un appello per perseguire entro il 2030 un accesso universale all’energia attraverso il raggiungimento di tre traguardi:
1) Assicurare l’accesso universale ai moderni servizi energetici
Una persona su cinque non ha accesso all’elettricità; il doppio, vale a dire il 40% della popolazione mondiale, utilizza biomasse tradizionali (legna, carbone, carcasse di animali) come principali combustibili per cucinare e riscaldarsi, e subisce le conseguenze sulla salute delle esalazioni di fumo e fuliggine. L’80% dei decessi dovuti a tali esalazioni riguardano donne e bambini.
2) Raddoppiare il tasso globale di miglioramento dell’efficienza energetica
Investire nell’efficienza energetica significa creare posti di lavoro, alimentare la crescita e migliorare la sicurezza energetica per le aree che non dispongono di risorse. L’obiettivo di aumentare il tasso annuale di miglioramento dell’efficienza energetica da 1,2% a 2,4% avrebbe un impatto immediato e misurabile sui “portafogli” degli individui e delle imprese, permettendo il risparmio di denaro e gas serra e aumentando la produttività.
3) Raddoppiare la porzione di energia da fonti rinnovabili nel mix energetico globale
Gli investimenti nelle energie rinnovabili, sempre più competitive, sono più che raddoppiati globalmente negli ultimi cinque anni. Attualmente, le energie rinnovabili costituiscono il 15% del mix energetico. Per raggiungere questo obiettivo, è necessario il supporto da parte di forti politiche pubbliche e significativi investimenti privati.
Una possibile obiezione alla strategia sopra descritta viene da coloro che ritengono che i maggior consumi di energia derivante da una riduzione della povertà energetica potrebbe portare ad un rapido incremento dei gas ad effetto serra e quindi ad una accelerazione del cambiamento climatico in corso. E’ quindi importante chiedersi che effetto avrebbe sull’aumento delle emissioni di gas ad effetto serra il conseguimento di un accesso universale all’energia entro il 2030. Senza interventi, nel 2030, circa 3 miliardi di persone non avrebbero ancora accesso all’energia o avrebbero accesso ad una quota inferiore a 10GJ[1] pro capite all’anno. Assicurare un minimo di 10GJ pro capite, la quantità necessaria non solo a soddisfare i bisogni primari ma anche usi produttivi familiari, significherebbe aumentare il consumo globale di energia di 20 EJ. Questo corrisponderebbe ad un aumento di circa il 10% delle emissioni di gas serra se il mix energetico dei consumi incrementali rispecchiasse quello attuale, ma potrebbe essere ben minore se la quota di energie rinnovabili aumentasse. Inoltre, proseguendo nello scenario attuale di consumo e di emissioni (Business as Usual), al 2030 la metà delle emissioni aggiuntive di gas serra saranno dovute ad un aumento dei consumi da parte delle popolazioni più energivore: quelle che già oggi consumano più di 75GJ pro capite all’anno, cifra che corrisponde al consumo medio europeo, e alla metà del consumo medio degli Stati Uniti. Questi dati[2] dimostrano che l’incidenza dell’accesso all’energia da parte delle popolazioni più povere, che è senza dubbio a livello etico una priorità e un’emergenza rispetto all’aumento di consumi delle società più sviluppate, può incidere in modo davvero marginale sul cambiamento climatico se l’intervento di supporto che verrà dato nei prossimi anni ai Paesi in via di sviluppo sarà pianificato e pensato in un’ ottica ambientalmente sostenibile.
Per concretizzare l’appello all’azione lanciato dall’ONU, un gruppo di esperti di alto livello nominati dal Segretario Generale ha stilato lo scorso Aprile, dopo il documento Framework for Action che delineava gli obiettivi e ne sottolineava la fattibilità del raggiungimento, un’Agenda d’Azione Globale che identifica undici aree prioritarie su cui agire (Figura 2). La lista evidenzia le aree di maggiore impatto e opportunità ed è un modo per organizzare l’azione dei numerosi attori coinvolti, dando loro degli input concreti da sviluppare con priorità.
Istituzioni, governi e imprese hanno risposto all’appello del Segretario Generale prendendo impegni concreti per perseguire questi obiettivi. L’Unione Europea li sostiene ponendo questi temi tra le priorità della sua agenda politica. Con il Summit Sustainable Energy for All dello scorso mese, il Presidente della Commissione Barroso ha lanciato l’iniziativa “Energising Development“, che consentirà a 500 milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo di accedere all’energia entro il 2030. Ottenendo un questo modo un sensibile miglioramento dei loro standard di vita e delle loro condizioni di salute. Nonche’ generando uno stimolo importante alla crescita economica in quei Paesi.
Video ufficiale, Sustainable Energy for All, UN
[1] J; 1EJ = J
[2] Mapping global energy needs and future energy consumption, Massimo Tavoni, Shoibal Chakravarty. Presentazione in occasione dell’International workshop on Energy Poverty and Access to Energy in Developing Countries, 12-13 marzo 2012, Fondazione Eni Enrico Mattei



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