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Il cambiamento climatico è oramai una concreta minaccia non solo per gli ecosistemi, ma soprattutto per le nostre società ed i nostri sistemi economici, con enormi impatti, sempre più probabili, sulla salute, il benessere, l’occupazione, gli insediamenti urbani, le infrastrutture di trasporto e di telecomunicazione, sia fisiche che digitali.
Il cambiamento climatico è in qualche modo simile a una pandemia, ma con conseguenze più persistenti e irreversibili. Ancora più della lotta contro il Covid-19, il controllo del cambiamento climatico è un’azione difficile e complessa, che richiede politiche ben pianificate e importanti risorse finanziarie.
Gli impatti del cambiamento climatico sono già enormi, almeno in alcune regioni del mondo, e aumenteranno progressivamente nel tempo, ben più a lungo di una pandemia. In analogia con quest’ultima, la loro dinamica esponenziale deve essere controllata e frenata per evitare esiti catastrofici. Si stima infatti che il cambiamento climatico antropogenico abbia già ridotto di un quarto di punto la crescita del PIL negli ultimi 10 anni (circa 200 miliardi di dollari all’anno), con effetti negativi sostanzialmente maggiori sui paesi a basso reddito rispetto a quelli a medio-alto. L’innalzamento delle temperature, la scarsità d’acqua, la siccità e gli eventi estremi hanno avuto un impatto su quasi tutti i settori economici in tutte le regioni, con rilievo particolare in settori quali l’agricoltura, la produzione di energia, l’estrazione di risorse naturali, il turismo, il commercio e la finanza. E tutto questo anche in Europa.
Ne consegue l’’importanza strategica ed economica dell’adozione di misure per ridurre le emissioni di gas serra e per aumentare la resilienza delle attività economiche al cambiamento climatico. E’ necessario agire con urgenza. I ritardi aumenterebbero il costo della riduzione delle emissioni di gas serra e i costi indotti dagli impatti del cambiamento climatico. Ci vorrà tempo per frenare la curva di aumento della temperatura. L’attuale velocità di riduzione delle emissioni, sebbene accelerata dalle recenti innovazioni tecnologiche e dal calo dei costi delle soluzioni a basso contenuto di carbonio, è ancora insufficiente per raggiungere l’obiettivo di stabilizzazione della temperatura di 1,5°C – 2°C.
Siamo quindi a un bivio. O continuiamo sulla strada attuale, dove la riduzione delle emissioni di gas serra viene costantemente ritardata e la politica climatica non è sufficiente a promuovere l’innovazione tecnologica e una maggiore efficienza energetica tesa ad una rapida decarbonizzazione, oppure i paesi dell’UE ed i principali paesi a livello mondiale si muovono rapidamente verso quelle misure (efficienza energetica, elettrificazione, decarbonizzazione) che sono necessarie per ridurre rapidamente le emissioni, mettendo in campo le risorse finanziarie necessarie, rimuovendo i sussidi ai combustibili fossili e fornendo i giusti incentivi agli investitori privati, senza tralasciare di proteggere coloro che sono danneggiati dalla transizione verso un’economia a zero emissioni di carbonio.
Capire i cambiamenti climatici e la loro complessità, sia per quanto riguarda la quantificazione degli impatti – fisici, economici e sociali – sia per quanto riguarda le misure per far fronte al cambiamento climatico – economiche, tecnologiche, fiscali, finanziarie – è quindi fondamentale per avere consapevolezza dell’importanza del problema e della necessità di agire rapidamente.
“Sette lezioni sulla transizione climatica”, il nuovo libro di Andrea Tilche è una ottima introduzione a questa complessità (https://www.edizionidedalo.it/autori/andrea-tilche). Affronta il tema del cambiamento climatico da molti punti di vista: scientifico, tecnologico, economico, politico. Ne analizza le cause e le conseguenze. Identifica le misure più pressanti da mettere in campo. Soprattutto motiva il cambiamento culturale necessario per affrontare una sfida enorme come quella del cambiamento climatico.
Nel libro, Andra Tilche sottolinea come non sarà possibile fermare completamente l’aumento della temperatura. Servirà quindi non solo una strategia per ridurre rapidamente le emissioni di gas serra che annualmente vengono prodotte, ma anche una strategia per adattarsi a quella parte di cambiamenti climatici che sono ormai inevitabili, rendendo più resilienti le nostre città, le nostre infrastrutture, fabbriche, territori e abitazioni.
Il cambiamento climatico non è una sfida che una nazione possa affrontare da sola. Nel suo libro, Andrea Tilche spiega bene l’importanza della collaborazione internazionale e la necessità che tutti i paesi, o almeno i più importanti (USA, Cina e EU da sole contribuiscono a quasi il 50% delle emissioni complessive) si impegnino nel ridurre le emissioni di gas serra, senza penalizzare la crescita economica e tenendo sempre presente il tema della giustizia sociale.
Decarbonizzare i nostri sistemi economici, in particolari i sistemi produttivi, non sarà un’impresa facile. E’ importante, quindi, il focus che il libro di Andrea Tilche dedica allo sviluppo tecnologico, soprattutto in quei settori in cui la riduzione delle emissioni sarà più costosa e complessa, dal settore chimico a quello dell’acciaio, dal cemento all’agricoltura, all’energia. Proprio il rialzo dei prezzi dell’energia di questi ultimi mesi fornisce un altro segnale importante: solo attraverso una accelerazione della transizione energetica verso fonti a zero emissioni di gas serra sarà possibile conseguire quella sicurezza negli approvvigionamenti, quella stabilità dei prezzi, quella riduzione dei costi, che sono indispensabili ad una crescita economica sostenibile (oltre che, ovviamente, a proteggerci dai cambiamenti climatici).
Infine l’Europa. Come per la pandemia da Covid-19, l’azione a livello Europeo è decisiva per affrontare il cambiamento climatico. Senza l’Unione Europea, i governi nazionali sarebbero ancora più distanti di quanto non siano ora dall’introdurre efficaci politiche di decarbonizzazione. L’Unione Europea, forse perché più distante da contingenze elettorali, ha saputo avere la capacità di guardare lontano, con una encomiabile visione di lungo periodo, disegnando politiche in grado di tutelare queste e le future generazioni. E nel libro traspare tutta la decennale esperienza di Andrea Tilche all’interno, e con un ruolo importante, della Commissione Europea. La sua capacità di contribuire ad un progetto – l’azione integrata, multidisciplinare e coordinata, per mitigare il cambiamento climatico – indispensabile per tutelare il nostro benessere presente e futuro.
Dalla Prefazione al libro “Sette lezioni sulla transizione climatica” di Andrea Tilche, Dedalo Edizioni: https://www.edizionidedalo.it/autori/andrea-tilche



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