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Adattarsi ai cambiamenti climatici significa essere pronti per la sfida di domani. Significa prevederne gli ormai inevitabili impatti e adottare azioni che ne limitino o minimizzino i danni, dotarsi di strumenti che permettano di affrontare le trasformazioni ambientali e sociali che essi comporteranno. Significa agire in anticipo a tutti i livelli, dal locale al globale, per risparmiare costi e difficoltà in un prossimo futuro, per proteggere le persone, le infrastrutture, l’ecosistema e il sistema economico.
I cambiamenti climatici sono già in atto: strategie di adattamento devono quindi necessariamente essere affiancate alle azioni di mitigazione, che sono invece orientate a limitare la concentrazione di gas ad effetto serra per contenere l’aumento della temperatura entro limiti che le nostre civiltà sono in grado di gestire. La mitigazione è indispensabile per limitare gli effetti dei cambiamenti climatici, ma l’adattamento è altrettanto necessario, visto che almeno una parte di tali cambiamenti è oramai inevitabile.
Molte sono le ricerche che analizzano l’entità degli impatti e le possibili modalità di adattamento ai cambiamenti climatici, ed è fondamentale che le soluzioni che propongono non restino sulla carta ma incontrino un’applicazione reale.
Attualmente il danno economico che l’Unione Europea subisce a causa delle inondazioni è di 6,4 miliardi di euro all’anno ma, secondo il progetto europeo ClimateCost, tale cifra è destinata a moltiplicarsi entro il 2050. Dal progetto PESETA è emerso che, in assenza di adattamento ai cambiamenti climatici e ipotizzando che le condizioni climatiche previste nel 2080 si verificassero ora, i danni per l’economia dell’Unione Europea sarebbero compresi tra 20 e 65 miliardi di euro all’anno.
L’Unione Europea sta facendo un grosso sforzo per stimolare l’adozione di strategie nazionali per l’adattamento in tutti i Paesi membri e per promuovere un coordinamento a livello europeo che si fondi sulla condivisione di informazioni e di buone pratiche.
E’ nato recentemente a questo scopo CLIMATE-ADAPT, un nuovo strumento web interattivo sull’adattamento ai cambiamenti climatici, ospitato e gestito dall’Agenzia Europea per l’Ambiente. La piattaforma vuole essere un supporto ai responsabili politici a livello europeo, nazionale e regionale, nell’elaborazione di misure e politiche di adattamento ai cambiamenti climatici scientificamente fondate.
Screenshot dal sito: http://climate-adapt.eea.europa.eu/Messa a punto con il sostegno della comunità scientifica e politica europea, CLIMATE-ADAPT offre informazioni sull’entità dei cambiamenti climatici attesi in Europa e sulla vulnerabilità, attuale e futura, di regioni, Paesi e settori. Gli utenti sono invitati a condividere le descrizioni dei modelli utilizzati e delle strategie di adattamento adottate in diversi contesti; le informazioni così raccolte vengono messe a disposizione del pubblico e dei policy maker, che attraverso mappe interattive possono visualizzare le soluzioni adottate nei contesti simili ai loro e fare tesoro dell’esperienza altrui prendendo spunto dalle buone pratiche esistenti. CLIMATE-ADAPT è inoltre un collettore di informazioni su progetti di ricerca, documenti orientativi, rapporti, notizie ed eventi attinenti all’adattamento.
Come emerge dalla piattaforma, gli impatti attesi e le strategie in via di definizione si differenziano notevolmente nelle diverse regioni europee. Nel Nord Europa i principali impatti riguardano la diminuzione della neve e del ghiaccio accompagnata da un aumento dei flussi fluviali in primavera e in inverno. I piani di adattamento di queste regioni si focalizzano principalmente sulla gestione del rischio di inondazioni, sull’aumento del potenziale di energia idroelettrica, sul rimboschimento, sulla diminuzione del consumo di energia per il riscaldamento e sul potenziamento del turismo estivo.
L’Europa centrale e dell’Est sta affrontando l’adattamento a temperature estreme, alla riduzione delle precipitazioni estive, all’aumento del rischio di siccità, della domanda di energia in estate e dell’intensità e frequenza delle esondazioni dei fiumi.
L’Europa del Sud deve far fronte ad un aumento della domanda d’acqua da parte dell’agricoltura, del turismo e delle abitazioni civili, in un contesto di maggiore rischio di siccità e di minore disponibilità della risorsa idrica. I piani di adattamento di queste regioni affrontano anche la diminuzione delle rese agricole, la perdita di biodiversità, gli incendi boschivi e le ondate di calore che impattano sulla salute umana e sul turismo.
Le Regioni Alpine stanno affrontando la riduzione delle masse ghiacciate, del permafrost, della copertura e delle precipitazioni nevose, oltre ad un aumento della frequenza e dell’intensità delle precipitazioni piovose. I settori prioritari per l’adattamento sono il turismo (per la riduzione delle pratiche sciistiche in inverno), l’energia idroelettrica (per la riduzione della disponibilità d’acqua) e la protezione naturale (per affrontare lo spostamento in altitudine delle zone di vegetazione e la conseguente perdita di biodiversità).
Nel Nord-Ovest dell’Europa si stanno pianificando misure di adattamento per affrontare il rischio di inondazioni in aree costiere basse e densamente popolate, come sistemi di difesa costiera e modifica delle norme edilizie. Altre azioni sono invece rivolte ad affrontare le ondate di calore e i rischi di alluvione.
L’impatto dei cambiamenti climatici costituisce una minaccia significativa a livello sociale, ambientale ed economico per la società europea e mondiale.
La piattaforma CLIMATE-ADAPT è uno dei passi verso la formulazione della strategia europea di adattamento ai cambiamenti climatici che la Commissione intende presentare all’inizio del 2013 con l’obiettivo di sostenere gli Stati membri, le organizzazioni transnazionali e gli operatori locali con adeguate azioni a livello centralizzato.



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