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Foto: antarcticaslw2013.blogspot.it
Nel 2012, diversi sistemi di osservazione e ricerche ad essi correlate hanno dato nuova evidenza che il sistema ambientale artico sta subendo grandi trasformazioni: molti cambiamenti, negli ultimi anni, stanno avvenendo più velocemente di quanto ci si sarebbe potuti aspettare.
L’estensione minima dei ghiacciai artici nel 2012 è stata di circa la metà dei valori medi registrati alla fine del secolo scorso (1979-2000), battendo ogni record. Come dimostrato dai Climalteranti, non si tratta di un evento estremo, ma di una situazione che si inserisce in un trend di decrescita dei ghiacci artici in continua accelerazione.
Nel 2012, la superficie sciolta dei ghiacci in Groenlandia è stata la più ampia, e lo scioglimento è durato per il periodo più lungo, dall’inizio delle registrazioni nel 1979. I satelliti hanno rilevato uno scioglimento che ha impattato il 97% della superficie dell’isola. Si sono registrate temperature da record anche nel permafrost dell’Alaska: la Tundra diventa sempre più verde. Inoltre, per la prima volta, una grande quantità di fitoplancton è cresciuta al di sotto dello strato di ghiaccio artico. A questi e agli altri cambiamenti seguiranno importanti impatti sull’ecosistema marino e terrestre, con conseguenze non ancora del tutto conosciute.
I ghiacciai continentali della Groenlandia, insieme a quelli dell’Antartide, hanno un alto potenziale di causare drammatici innalzamenti del livello del mare, che potrebbero rivelarsi più rilevanti di quanto stimato dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) nel quarto rapporto di valutazione del 2007. Secondo tale documento, l’aumento del livello del mare dovuto allo scioglimento dei ghiacciai continentali sarebbe stato di alcune decine di centimetri entro il 2100. Recenti ricerche, tra cui la l’europea “Ice2sea – An expert judgement assessment of future sea level rise from the ice sheets” , stimano un “rischio plausibile di un aumento maggiore di un metro entro il 2100, il che avrebbe conseguenze estremamente profonde per l’umanità”.
Il tema dello scioglimento dei ghiacciai in Artide si rivela un “tema caldo” non solo per gli impatti fisici ad esso associati, ma anche per le trasformazioni economiche e politiche che sta favorendo. Basti pensare alle opportunità che la riduzione nell’estensione e nello spessore dei ghiacci ha creato con la naturale apertura dei passaggi a Nord Ovest (la via di comunicazione più veloce tra Europa e Asia, apertasi nel 2007), e a Nord Est (passaggio a Nord della Russia, 2008), che hanno consentito la navigabilità della zona artica rivoluzionando le rotte dei commerci, e che nei prossimi anni potrebbero trasformare la regione da deserto ghiacciato inaccessibile ad oceano navigabile stagionalmente. Questo espande notevolmente le opportunità economiche di alcuni settori locali, come quelli dell’energia, dei trasporti, della pesca, del turismo e delle estrazioni di fonti fossili. Opportunità di questo genere, associate all’aumentare degli impatti dei cambiamenti climatici, all’inquinamento e ad altri elementi di crescente stress ambientale, pongono con prepotenza questo sistema ecologico e socio-economico di fronte a importanti sfide da affrontare. Tali sfide minacciano i fragili ecosistemi artici, la sopravvivenza delle comunità indigene e il loro stile di vita, ma interessano con forza anche la gestione delle risorse della zona.
I progressi per garantire la sicurezza ambientale nella regione artica dipendono dallo sviluppo di regimi di governance resilienti, adattabili e coerenti in grado di proteggere gli ecosistemi terrestri, di acqua dolce e marini. Tuttavia, l’attuale quadro di governance è un mosaico di strumenti giuridici, che vanno da accordi non vincolanti ad accordi bilaterali, multilaterali, sovranazionali, nazionali e sub-nazionali. Urge un coordinamento politico per la gestione della regione artica sia tra gli Stati direttamente interessati da queste imminenti trasformazioni che a livello internazionale. Le lacune dell’esistente regolamentazione e la proposta di nuove opzioni politiche sono raccolte nella recente pubblicazione Transatlantic Policy Options to Address the Rapidly Changing Arctic, in Environmental Security in the Arctic Ocean.
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