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Fonte: http://mrg.bz/5koQH3
Sono diverse le notizie di queste settimane nel campo delle politiche climatiche europee. Il 16 aprile scorso, in particolare, è stata una giornata ricca di novità attese da tempo.
Nel precedente post abbiamo descritto la nuova strategia europea di adattamento ai cambiamenti climatici adottata, appunto, il 16 aprile. In concomitanza con l’adozione della suddetta strategia, la Commissione Europea ha presentato anche il Libro Verde sulle assicurazioni nell’ambito delle catastrofi naturali e di origine umana.
Mentre la strategia introduce un quadro normativo e i meccanismi atti a rendere l’Unione Europea più pronta ad affrontare gli impatti attuali e futuri dei cambiamenti climatici, il Libro verde lancia una consultazione pubblica (aperta a tutti i cittadini e le organizzaizoni fino al 15 luglio 2013) con l’obiettivo di raccogliere opinioni sul grado di adeguatezza e disponibilità dei tipi di assicurazione attualmente sul mercato.
I costi di eventi particolarmente catastrofici, spesso non adeguatamente coperti da un’assicurazione, possono gravare pesantemente sul bilancio del Paese colpito e causare conseguenti squilibri interni ed esterni. Si tratta di un problema che tocca cittadini, imprese e governi di tutta l’Unione Europea.
Come ha affermato Michel Barnier, Commissario per il Mercato interno e i servizi, aumentano le calamità naturali e quelle provocate dall’uomo, eppure non sfruttiamo ancora appieno la capacità del settore assicurativo di cautelarci. Per colmare questa lacuna occorre ricercare soluzioni a livello europeo, così come è necessario trovare strumenti comuni per prevenire le catastrofi e sensibilizzare i cittadini e le imprese.
Il Libro Verde pone una serie di quesiti circa l’adeguatezza e la disponibilità delle assicurazioni contro le catastrofi naturali. Lo scopo è quello di avviare il dibattito e la sensibilizzazione sui rischi dei cambiamenti climatici, tracciare un quadro più completo della situazione nei vari stati membri e valutare se, per migliorare il mercato delle assicurazioni in questo settore, sia utile o legittimo intervenire a livello di Unione Europea. Più in generale, questa iniziativa apporterà nuove conoscenze e concorrerà a fare dell’assicurazione uno strumento di gestione delle catastrofi naturali, contribuendo in tal modo a forgiare una cultura condivisa della prevenzione e della mitigazione dei rischi.
Nel corso della stessa giornata, fatti due passi avanti sul piano dell’adattamento (la strategia di adattamento e il Libro Verde sulle assicurazioni sono importanti elementi di una strategia di preparazione ai futuri cambiamenti climatici) le politiche climatiche ne fanno uno indietro sul lato della mitigazione (riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra).
L’altra notizia del 16 aprile è infatti che il Parlamento Europeo ha bocciato (con 334 voti favorevoli, 315 contrari e 63 astenuti) la proposta della Commissione Europea di rimuovere temporaneamente dal mercato europeo delle emissioni (EU-ETS) alcune quote di carbonio (900 milioni di tonnellate di CO2) attraverso lo spostamento della vendita di una parte di permessi alla fine della terza fase (2019-2020 anziché 2013-2015). Tale proposta, che avevamo approfondito in un precedente post, era mirata a sostenere i prezzi del carbonio nel sistema EU-ETS bilanciando nel breve termine domanda e offerta di permessi sul mercato, e prendeva il nome di backloading.
Gli stakeholder, e in particolare il mondo dell’industria, sono divisi in relazione alla decisione del Parlamento. Chi la appoggia, tra cui Eurochambre (European Association of Chambers of Commerce and Industry), ritiene che il backloading avrebbe evidenziato un sistema vittima di una visione di breve termine. Buona parte dell’industria, tra cui Eurelectric (Union of the Electricity Industry) e lo European Renewable Energy Council, è però d’accordo con la Commissione Europea, che rimane convinta che il backloading avrebbe rinforzato la fiducia nel sistema EU-ETS nel breve termine, fino a quando non si fosse riusciti ad intervenire con misure più strutturali, che sono comunque previste nei piani dell’EC.
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