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Il monitoraggio del proprio impatto sul clima e sull’ambiente, la trasparenza nel comunicarlo e la messa in atto di azioni per limitarlo costituiscono una parte fondamentale dell’impegno che un’azienda si assume nel momento in cui decide di integrare nel proprio modo di fare impresa gli aspetti etici che inevitabilmente la sua azione coinvolge.
In Italia, l’impegno delle aziende nel Carbon Management (la gestione delle emissioni di CO2 e degli altri gas serra prodotti dall’impresa), volontario o determinato dalla necessità di rispettare normative vincolanti, è crescente negli anni. Lo dimostra il rapporto “CDP Italy 100 Climate Change Report 2012, Catalyse business agility through climate change management“, curato da Accenture e Carbon Disclosure Project (CDP) e pubblicato lo scorso 14 novembre, che analizza i dati raccolti dalle principali aziende italiane. Il rapporto e’ stato presentato anche alla COP 18 a Doha due giorni fa alla presenza del Ministro Clini.
Carbon Disclosure Project ha sviluppato una metodologia di classificazione che consente alle imprese più trasparenti e più efficaci nella riduzione del proprio impatto sul clima a rientrare tra i leader definiti da due indici (fig. 1):

La prima evoluzione rilevata rispetto ai dati del 2011 è la percentuale delle società che hanno voluto partecipare al progetto: 46 delle 100 aziende invitate (le più grandi per capitalizzazione di mercato quotate alla Borsa Italiana) hanno risposto al questionario proposto, contro le 35 dello scorso anno. Le aziende rispondenti provengono da nove diversi settori di mercato e in maggior parte dai settori energetico, dei materiali e delle telecomunicazioni.
Nel 2012 si è evidenziata una crescita nell’importanza che le aziende attribuiscono al problema dei cambiamenti climatici, dimostrata innanzitutto dall’affidamento delle responsabilità relative all’impatto aziendale sul clima ai livelli dirigenziali. Inoltre, quasi tre quarti delle aziende rispondenti dichiara di aver integrato i cambiamenti climatici nella strategia di business e utilizza sistemi di reportistica volontaria per comunicare il proprio impegno.
La tendenza è quella di abbandonare il paradigma tradizionale che considera i cambiamenti climatici solo come un problema di conformità alle normative e una fonte di rischio, per muovere verso un nuovo paradigma che li considera anche come un acceleratore delle prestazioni di business e della creazione di valore.
Ma la strada da percorrere è ancora lunga.
Nonostante l’81% delle aziende rispondenti dichiari di aver messo in atto iniziative di riduzione delle emissioni, solo il 58% ha fissato degli obiettivi misurabili e, dove essi esistono, sono di breve termine: è una piccola minoranza quella che ha fissato obiettivi da raggiungere entro il 2020. Inoltre, la riduzione delle emissioni di CO2 è per ora derivata più dal calo di produttività legata alla crisi economica che dall’effetto di strategie mirate.
La mancanza di obiettivi di lungo termine e lo scarso numero di aziende che monitorano le implicazioni finanziarie dei propri investimenti nella riduzione di emissioni dimostrano che il percorso è stato impostato, ma che c’è ancora molto lavoro da fare.
Gran parte delle aziende italiane deve ancora comprendere l’importanza e il valore di un approccio strategico che tenga in considerazione in modo integrato i tre pilastri dello sviluppo sostenibile (economico, sociale, ambientale) e che può essere fonte concreta di opportunità in uno sviluppo a basse emissioni di carbonio. L’analisi condotta su un campione di 33 delle 46 aziende che hanno risposto al questionario ha dimostrato che il risparmio annuo che potrebbe essere raggiunto perseguendo la riduzione delle emissioni potrebbe raggiungere i 630 milioni di euro. E che, degli investimenti legati alla riduzione delle emissioni, più della metà ha un payback period di meno di tre anni.
Se, come dimostrato dai dati, già nel breve termine l’integrazione del Carbon Management tra le strategie aziendali può ripagare, non vi e’ dubbio che nel medio-lungo termine esso si renderà necessario per la sostenibilità di molte aziende e per la loro stessa sopravvivenza.
Maggiori informazioni:



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