Archivi
Blogroll
Entro il 2050, il mondo sarà popolato da 9 miliardi di persone.
Ad oggi, con i suoi oltre 7 miliardi gli abitanti, il pianeta è già costretto a fornirci risorse ben oltre la capacità che i sistemi naturali hanno di rigenerarle. Applicando i metodi di calcolo dell’impronta ecologica, un indicatore utilizzato per valutare il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle[1], nel 2012 sono state utilizzate a livello mondiale le risorse di circa un pianeta e mezzo[2].
E’ inevitabile chiedersi come si potrà affrontare il problema della disponibilità delle risorse e degli impatti antropogenici sull’ambiente e sul clima quando, tra pochi decenni, la popolazione sarà aumentata del 30% e la pressione sulle risorse minaccerà in misura ancora maggiore la sicurezza alimentare di diverse comunità.
Gli “investimenti verdi” sono per il World Economic Forum (WEF), l’unica risposta possibile. Lo afferma nel suo Green investment report, dove analizza l’entità degli investimenti necessari a guidare lo sviluppo e il benessere riducendo allo stesso tempo le emissioni di gas serra e la pressione sull’ambiente.
Indirizzare gli investimenti pubblici e privati verso una crescita verde significa guidare la transizione verso un’economia che dia un peso maggiore al pilastro ambientale della sostenibilità, investendo nelle energie rinnovabili, nell’efficienza energetica delle tecnologie e delle infrastrutture, nei trasporti a bassa intensità di carbonio e nella tutela delle risorse naturali, come le foreste e l’acqua.
Non si tratta di una transizione senza costi e senza barriere da superare. Ma i costi della transizione sono piccoli se comparati con i costi che un’inazione comporterebbe. Inoltre, secondo l’International Energy Agency, il risparmio di combustibili compenserebbe in larga parte gli investimenti richiesti. E le barriere politiche, finanziarie e di mercato sono superabili se in tale direzione agiranno i governi, gli investitori e le organizzazioni internazionali.
E’ necessario accelerare l’uscita dal sistema dei sussidi ai combustibili fossili, introdurre a tutti i livelli chiari segnali di lungo termine di aumento dei prezzi del carbonio e favorire lo sviluppo e lo scambio di tecnologie pulite, aumentando allo stesso tempo gli investimenti che aiutino l’adattamento dei nostri sistemi socio-economici ai cambiamenti climatici che inevitabilmente arriveranno.
La finanza pubblica, affiancata al giusto supporto legislativo, ha la potenzialità di aumentare il flusso finanziario privato negli investimenti verdi. Dal rapporto emerge che, se gli investimenti del settore pubblico a livello mondiale potessero crescere a 130 miliardi di dollari americani all’anno e fossero indirizzati in modo adeguato, potrebbero mobilitare capitale privato per 570 miliardi, arrivando a coprire i 700 miliardi di dollari addizionali che si renderebbero necessari ogni anno per affrontare la sfida del clima, mantenendo entro i 2-3 gradi l’aumento delle temperature medie al 2100 rispetto ai livelli preindustriali.
E’ inoltre necessario che il settore privato comprenda che gli investimenti verdi comportano ritorni di lungo termine adeguati al rischio, e che non aspettino dalle politiche pubbliche l’eliminazione totale di tale rischio. Diversi passi avanti sono stati fatti in questa direzione negli ultimi anni, grazie ad una maggiore comprensione dei benefici che una gestione sostenibile e trasparente delle aziende comporta, a partire dalla trasparenza nei rapporti con gli stakeholder, che si traduce in maggior fiducia, per arrivare alla riduzione del rischio e dei costi assicurativi.
L’obiettivo sembra difficile da raggiungere, e lo sarà. Ma non dimentichiamo i progressi fatti finora: dal 2004 al 2011 gli investimenti globali nelle energie rinnovabili sono aumentati di sei volte. Di quindici volte se guardiamo solo ai Paesi non-OCSE, che nel 2012 hanno quasi superato i Paesi sviluppati negli investimenti in energia verde.
Maggiori informazioni:
[1] L’impronta ecologica è stata proposta da Mathis Wackernagel e William Rees nel loro libro “Our Ecological Footprint: Reducing Human Impact on the Earth” (1996)
[2] Fonte: Living Planet Report 2012, WWF



Hai domande o vuoi scrivermi? Trovi il modulo e tutti i recapiti nella pagina dedicata.
| Cookie | Durata | Descrizione |
|---|---|---|
| cookielawinfo-checkbox-advertisement | 1 year | Set by the GDPR Cookie Consent plugin, this cookie is used to record the user consent for the cookies in the "Advertisement" category . |
| cookielawinfo-checkbox-analytics | 11 months | This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics". |
| cookielawinfo-checkbox-functional | 11 months | The cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional". |
| cookielawinfo-checkbox-necessary | 11 months | This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary". |
| cookielawinfo-checkbox-others | 11 months | This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other. |
| cookielawinfo-checkbox-performance | 11 months | This cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance". |
| CookieLawInfoConsent | 1 year | Records the default button state of the corresponding category & the status of CCPA. It works only in coordination with the primary cookie. |
| viewed_cookie_policy | 11 months | The cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data. |
| Cookie | Durata | Descrizione |
|---|---|---|
| __utma | 2 years | This cookie is set by Google Analytics and is used to distinguish users and sessions. The cookie is created when the JavaScript library executes and there are no existing __utma cookies. The cookie is updated every time data is sent to Google Analytics. |
| __utmb | 30 minutes | Google Analytics sets this cookie, to determine new sessions/visits. __utmb cookie is created when the JavaScript library executes and there are no existing __utma cookies. It is updated every time data is sent to Google Analytics. |
| __utmc | session | The cookie is set by Google Analytics and is deleted when the user closes the browser. It is used to enable interoperability with urchin.js, which is an older version of Google Analytics and is used in conjunction with the __utmb cookie to determine new sessions/visits. |
| __utmt | 10 minutes | Google Analytics sets this cookie to inhibit request rate. |
| __utmz | 6 months | Google Analytics sets this cookie to store the traffic source or campaign by which the visitor reached the site. |
| Cookie | Durata | Descrizione |
|---|---|---|
| CONSENT | 2 years | YouTube sets this cookie via embedded youtube-videos and registers anonymous statistical data. |
| Cookie | Durata | Descrizione |
|---|---|---|
| VISITOR_INFO1_LIVE | 5 months 27 days | A cookie set by YouTube to measure bandwidth that determines whether the user gets the new or old player interface. |
| YSC | session | YSC cookie is set by Youtube and is used to track the views of embedded videos on Youtube pages. |
| yt-remote-connected-devices | never | YouTube sets this cookie to store the video preferences of the user using embedded YouTube video. |
| yt-remote-device-id | never | YouTube sets this cookie to store the video preferences of the user using embedded YouTube video. |
