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I cambiamenti climatici sono arrivati solo negli ultimi anni nelle sale cinematografiche, ma si stanno facendo sempre più spazio, sintomo di una crescente sensibilità al tema e della sua capacità di introdursi in un ambito che di solito poco ha a che fare con la scienza, quello del tempo libero.
Purtroppo, se non corredati di catastrofismo e sensazionalismo, i film di tematica ambientale difficilmente conquistano la sala e rischiano di restare un prodotto di nicchia. Ci sono però diversi esempi virtuosi di rassegne e festival in Italia e nel mondo che stanno portando con successo questi temi alla ribalta. Il caso italiano più famoso è Cinemambiente, che dal 1998 presenta ogni anno a Torino circa 100 film per promuovere il cinema e la cultura ambientale, facendo il tutto esaurito. Più recente è l’esperienza del Green Movie Film Fest di Roma, esordito nel luglio di quest’anno con l’intento non solo di sensibilizzare il pubblico, ma anche di coinvolgere la filiera produttiva (filmakers, produttori e distributori) in pratiche a impatto zero. Sempre quest’anno è stato inaugurato il premio Green Drop Award, assegnato da Green Cross Italia e dalla Città di Venezia al film, fra quelli in gara nella selezione ufficiale della 69° Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia, che “meglio abbia interpretato i valori dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alla conservazione del pianeta e dei suoi ecosistemi per le generazioni future, agli stili di vita e alla cooperazione fra i popoli”.
Dal 30 novembre all’1 dicembre 2012, l’International Center for Climate Governance presenterà la seconda edizione del Think Forward Film Festival, il festival cinematografico sui cambiamenti climatici e le energie rinnovabili ospitato nei locali della Fondazione Querini Stampalia a Venezia.
Al Think Forward Film Festival gli spettatori saranno coinvolti attivamente grazie all’organizzazione di attività correlate che prevedono occasioni di dibattito e di discussione con esperti del settore e ricercatori. Saranno due giornate intense di proiezioni ad ingresso libero, a partire da quelle mattutine dedicate alle scuole, fino ai corti e lungometraggi del pomeriggio e, passando per un aperitivo sostenibile, alle proiezioni serali.
Il programma, che sarà presto online sul sito ufficiale del festival, prevede per venerdì 30 novembre la proiezione dei cortometraggi in gara nell’ambito del concorso per film maker conclusosi lo scorso 11 ottobre. Sarà presente la giuria, composta da Enzo Lavagnini (direttore artistico del festival), Cristina Battocletti (giornalista del Sole24ore), Irene Bignardi (critica cinematografica), Michele Gottardi (professore di Storiografia della critica cinematografica e Storia dei festival cinematografici all’Università Ca’ Foscari di Venezia), Italo Moscati (scrittore, sceneggiatore, regista), Ignazio Musu (professore di Economia Politica ed Economia dell’Ambiente presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia).
La premiazione del concorso avverrà nella serata di sabato 1 dicembre, dopo un pomeriggio dedicato alla meteorologia, al suo rapporto con i cambiamenti climatici e alla figura del metereologo nei mass media, con l’intervento di Luca Mercalli, noto climatologo e metereologo della Società meteorologica italiana.
Rispetto agli altri eventi cinematografici che affrontano, più o meno approfonditamente, tematiche legate all’ambiente e alla sostenibilità, il Think Forward Film Festival ha un approccio rivoluzionario per due ragioni: per prima cosa, sulla scia del successo dell’edizione dello scorso anno, il festival si focalizza su due aspetti ben specifici delle problematiche ambientali, proponendo di approfondire, discutere e divulgare il tema dei cambiamenti climatici e le questioni legate all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili. Inoltre, per la prima volta un centro di ricerca di eccellenza si aprire al pubblico e, utilizzando il linguaggio cinematografico, promuove le tematiche della sua ricerca di frontiera per sensibilizzare la popolazione. Attraverso il cinema, multidimensionale nei suoi significati, gli spettatori possono comprendere il problema e dotarsi delle competenze basilari per approfondirlo anche attraverso altri linguaggi più tecnici. Il cinema non può infatti sostituire la comunicazione scientifica, ma può affiancarla e soprattutto precederla per destare l’attenzione della popolazione sul tema. Attraverso il racconto di storie, il destinatario si sente coinvolto e si identifica, aprendo un canale che non si potrebbe percorrere con una comunicazione esclusivamente razionale.
“Climate Dish”, cortometraggio proiettato al Think Forward Film Festival 2011
Se, attraverso l’ascolto o la lettura, l’immaginazione può essere limitata, è impossibile rimanere inerti davanti alla visione sul grande schermo delle conseguenze che i cambiamenti climatici hanno iniziato ad avere e avranno sul nostro pianeta, sulle nostre città e comunità, sulla nostra alimentazione, sulla nostra vita e su quella delle generazioni future.
Attraverso il consolidamento di iniziative di questo genere, i prodotti cinematografici sui cambiamenti climatici possono guadagnare l’attenzione meritata e contribuire significativamente alla consapevolezza del tema, superando la distribuzione di nicchia ed entrando a far parte delle proiezioni ordinarie.
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