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Foto: Grant Erb, 2009
Dal 6 al 9 giugno ho preso parte, in qualità di membro del Bureau e insieme ad oltre 200 partecipanti, tra cui rappresentanti di governi, delle Nazioni Unite e di organizzazioni intergovernative, alla 35ª sessione dell’IPCC, il Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici, tenutasi a Ginevra, in Svizzera.
L’IPCC è il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, nato nel 1988 dalla necessità dei decisori politici di avere un supporto scientifico affidabile, basato sull’analisi da parte dei più autorevoli esperti sul clima della letteratura esistente a livello globale nei suoi aspetti scientifici, ambientali e socioeconomici. E’ costituito da tre gruppi di lavoro (WG – Working Groups): il WGI si occupa degli aspetti scientifici del sistema climatico e dei cambiamenti climatici; il WGII si occupa della vulnerabilità ai cambiamenti climatici dei sistemi naturali e socio-economici; il WG3, di cui sono vicepresidente, si occupa delle azioni di mitigazione dei cambiamenti climatici a livello scientifico, tecnico, ambientale, economico e sociale.
A partire dal 1990, l’IPCC ha prodotto quattro Rapporti di Valutazione della letteratura sui cambiamenti climatici e il quinto rapporto sarà completato nel 2014. Questi rapporti e altri documenti tecnici firmati IPCC sono il punto di riferimento scientifico per la comunità internazionale e hanno un ruolo chiave nell’avanzamento dei negoziati sui cambiamenti climatici che si svolgono nell’ambito dell’UNFCCC (Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici).

C. Carraro, S. Castellari
A Ginevra, molti sono stati i temi all’ordine del giorno, a partire da una accurata valutazione dello stato di avanzamento del Quinto Rapporto IPCC. Uno degli aspetti cruciali è stata l’approvazione della nuova Strategia di Comunicazione, finora inadeguata sia per quanto riguarda la diffusione dei risultati dei processi di valutazione, sia per quanto riguarda la trasparenza dei processi stessi. La Strategia sarà revisionata periodicamente (la prima volta in occasione della 37ª sessione).
Un’altra questione di particolare rilevanza affrontata all’ultima sessione IPCC è relativa all’elaborazione delle nuove linee guida necessarie ai diversi Paesi per misurare le loro emissioni di gas serra. In particolare, l’UNFCCC ha chiesto che il “quarto braccio” dell’IPCC, la Task Force sugli inventari delle emissioni nazionali di gas serra (TFI), si occupasse di revisionare e aggiornare le linee guida perché fossero coerenti con alcune modifiche alle misurazioni adottate a Durban relativamente all’ambito LULUCF (Land use, land-use change and forestry). L’IPCC ha accettato la richiesta di farlo entro Ottobre 2013, in anticipo rispetto a quanto pianificato e in tempo per essere utilizzata dalle Parti per i loro primi inventari di gas serra nell’ambito del secondo periodo di impegni del Protocollo di Kyoto.
Come detto, si è inoltre discusso del Quinto Rapporto di Valutazione dell’IPCC (AR5), che sarà pronto nel 2014 e su cui si stanno facendo significativi progressi. Rispetto ai precedenti rapporti, questo fornirà informazioni più dettagliate sulle differenze regionali rispetto ai rapporti precedenti, e darà grande attenzione agli aspetti socioeconomici dei cambiamenti climatici e alla gestione dei rischi, oltre a proporre soluzioni in ambito di adattamento e di mitigazione.
L’AR5 arriverà in un momento cruciale per i negoziati internazionali: la piattaforma negoziale Durban Platform for Enhanced Action istituita a Durban è incaricata di definire entro il 2015 un nuovo strumento giuridico applicabile a tutte le parti affinché questo entri in vigore entro il 2020, momento in cui anche il secondo periodo di impegni sotto il Protocollo di Kyoto sarà giunto a conclusione. Come già discusso in precedenti post, nel mondo dei negoziati internazionali non c’è ancora una risposta univoca su quale sia il livello di concentrazione di gas ad effetto serra entro il quale sia necessario (ma soprattutto possibile) stabilizzare le emissioni globali per “prevenire una pericolosa interferenza antropogenica con il sistema climatico”, obiettivo dell’UNFCCC stabilito dall’Art.2 della Convenzione. Le risposte a questo quesito di basilare importanza a livello scientifico costituiranno le fondamenta delle future politiche di mitigazione: il Quinto Rapporto di Valutazione, che sta coinvolgendo più di 800 autori e sul quale c’è grande attesa, non solo da parte degli addetti ai lavori, sarà quindi un punto di riferimento imprescindibile per la Durban Platform e per i prossimi negoziati.



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