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E’ finito il 2012 ed e’ tempo di bilanci. Anche dal punto di vista climatico. Purtroppo, con evidenze non confortanti. Il 2012 è stato infatti un anno record per diversi eventi legati al clima, dall’innalzamento delle temperature, alle ondate di calore, ad eventi estremi come l’ uragano Sandy, il più grande uragano atlantico mai registrato e il secondo più costoso, in termini di danni provocati, dopo Katrina.
L’ultimo rapporto dell’americano NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) affermava a novembre che il 2012 avrebbe potuto concludersi come l’anno più caldo tra quelli finora registrati (dal 1895) negli Stati Uniti continentali. Poche settimane dopo, il 13 dicembre, Climate Central attestava, con una probabilità del 99.99%, che questo é effettivamente successo. Perché il 2012 non si fregiasse del titolo di anno più caldo, le temperature medie delle ultime tre settimane dell’anno avrebbero dovuto assestarsi intorno ai -8°C. Come previsto, non è accaduto e possiamo ora affermare che il 2012 è stato il più caldo di 118 anni di misurazioni delle temperature negli USA continentali, mentre la siccità ha colpito l’area più estesa dal 1930.
Pur con significative differenze tra i diversi Stati, il record annuale segue i primati mensili di marzo (di gran lunga il marzo più caldo) e di luglio (il mese più caldo) mai registrati nella storia. Il 1998 viene dunque spinto al secondo posto, seguito dal 2006, dal 1934 e dal 1999.

Non è una coincidenza che, nella top ten degli anni più caldi nei 48 Stati USA, sette si siano verificati negli ultimi 15 anni. L’innalzamento delle temperature, come dimostrato da numerose ricerche e confermato dall’IPCC (IPCC, Fourth Assessment Report, 2007) è fortemente legato all’aumentare della concentrazione di gas ad effetto serra in atmosfera che, per mano dell’uomo, è aumentata vertiginosamente dalla rivoluzione industriale ad oggi, raggiungendo ogni anno nuovi record.
Non si tratta di un fenomeno americano, ma globale e senza confini. Secondo i dati del Global Carbon Project, nel 2012 le emissioni di anidride carbonica globali sono cresciute del 2,6%, raggiungendo un livello del 58% maggiore del 1990 (anno di riferimento per gli impegni presi nell’ambito del Protocollo di Kyoto dal quale si auspicava invece una riduzione delle emissioni). In linea con l’aumento delle concentrazioni di gas serra, nell’ultimo decennio si sono registrate le temperature medie più elevate a livello mondiale, come emerge dai dati del Word Metereological Organization (WMO). Inoltre, in parallelo con l’evidente aumento delle temperature medie, ondate di calore e precipitazioni estreme sono state sempre più frequenti negli ultimi cinquant’anni (rapporto WMO, “2001-2010. A decade of climate extremes”, 4 dicembre 2012). Un interessante, e allo stesso tempo preoccupante, riassunto della storia degli eventi estremi del 2012 è proposta dal World Resources Institute all’indirizzo: http://www.tiki-toki.com/timeline/entry/55279/Extreme-Weather-Climate-Events-2012/#vars!date=2011-12-16_14:32:17!.
E il 2012, dagli USA all’Australia, dalla Russia all’Africa, non ha fatto che confermare, in peggio, la tendenza in atto negli ultimi decenni.
Tra i tristi record dell’anno c’è anche quello (al ribasso) dell’estensione dei ghiacciai artici. I Climalteranti mostrano in un recente post che il 2012 ha battuto praticamente tutti i record negativi possibili: area, estensione, volume, a luglio ed anche a settembre, e quello della minima estensione giornaliera assoluta, e non di poco. In effetti, 11.83 milioni di chilometri quadrati di ghiacci si sono sciolti tra marzo e settembre 2012. L’estensione minima dell’anno è stata del 49% inferiore alla media dei minimi degli anni 1979-2000, una differenza che corrisponde circa all’estensione dell’India. La gravità della situazione risultata evidente in pochi secondi guardando questo video della NOAA:
Il 2012 è ormai alle nostre spalle. Nel salutarlo, emerge la consapevolezza che i buoni propositi formulati da molti paesi per il controllo dei cambiamenti climatici sono ben lontani dall’essere rispettati e che gli effetti sul clima delle azioni mancate, delle decisioni non prese, di una mancaza di visione di medio periodo, sono più concreti che mai. Il clima, come ci mostra il 2012 che svanisce, è già cambiato e cambierà. Sta a noi arginarne gli impatti avversi e trasformare il cambiamento in opportunità.
Maggiori informazioni:



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