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Home » Argomenti » Cambiamento climatico » Un pianeta sotto pressione

Articolo stampato dal sito https://carlocarraro.org
Un pianeta sotto pressione

Data: 27 Marzo 2012  | Nessun commento

Planet under pressureSono giorni caldi per Londra, e non solo per le belle giornate quasi estive, invasa da scienziati, media, imprese e decisori politici riuniti per discutere di cambiamenti climatici: dal 26 al 29 Marzo 2012 la capitale del Regno Unito ospita infatti la conferenza mondiale “Planet under pressure – Pianeta sotto pressione”, nata con lo scopo di fare il punto sullo stato attuale delle conoscenze sul sistema terra e sulle pressioni cui è sottoposto.

La conferenza di Londra affronta i cambiamenti climatici da punti di vista multipli: il degrado ecologico, il benessere umano e lo sviluppo, la sicurezza alimentare, l’energia, la riduzione della povertà, la governance. Ed e’ iniziata con un avvertimento inequivocabile: è necessario agire in fretta per ridurre al minimo il rischio di innescare cambiamenti irreversibili al “sistema di vita” della Terra. Un messaggio che verrà portato a breve Rio de Janeiro, dove si svolgerà a giugno “Rio + 20”, il summit delle Nazioni Unite  sulla crescita sostenibile.

Il pianeta è sotto pressione. I principali indicatori del suo stato sono stati presentati durante la prima giornata della conferenza, intitolata “State of the Planet – Lo stato del Pianeta”: alti livelli di biossido di carbonio nell’atmosfera, zone morte nelle aree costiere dovute alla forte presenza di fosforo derivante dai fertilizzanti, aumento delle temperature dell’aria e degli oceani, scioglimento dei ghiacci marini, dei ghiacci polari e del permafrost Artico, aumento del livello dei mari e acidificazione degli oceani, perdita di biodiversità, cambiamenti nell’uso del suolo, consumo crescente di acqua dolce ed energia dovuto alla crescita della popolazione.
A livello globale, l’umanità sta alterando il ciclo del carbonio, il ciclo idrico e il ciclo dell’azoto (si veda la relazione del Prof. Will Steffen, ANU Climate Change Institute, Australian National University).

Da quando si è raggiunta la consapevolezza della responsabilità umana su questi cambiamenti, si iniziano a vedere segnali positivi: alcuni fattori di cambiamento globale stanno rallentando o invertendo rotta. La crescita della popolazione sta rallentando, così come l’agricoltura intensiva, l’intensità di energia e di carbonio necessaria per unità di produzione è in declino  e le foreste stanno iniziando ad espandersi in alcune regioni (si veda la relazione della Prof. Diana Liverman, University of Arizona e Future Earth Transition Team).

D’altro canto, il consumo medio di risorse pro capite cresce rapidamente nelle economie emergenti. La criticità dei negoziati sul clima ruota oggi intorno ad esse, ed in particolare sulla differenziazione degli obiettivi di riduzione delle emissioni sulla base delle diverse responsabilità attribuite ai Paesi.

Il video “Benvenuti nell’ Antropocene”, presentato alla conferenza, illustra la drammatica crescita di emissioni di anidride carbonica dall’inizio della rivoluzione industriale ad oggi. Dopo un’ottima rappresentazione emozionale dei dati, il video avverte che l’era geologica attuale, l’Antropocene, è caratterizzata da un ecosistema profondamente influenzato da una specie: l’uomo. Raggiunta tale consapevolezza, questo ha ora in mano una grossa responsabilità. E deve essere in grado di trovare soluzioni ai problemi che egli steso ha creato.

Partendo da questo punto di vista, dopo una prima giornata di presentazione del problema in modo diretto e talvolta provocatorio, la conferenza si concentra sul suo secondo obiettivo: trovare soluzioni e opportunità. I 2.800 esperti presenti coprono i diversi ambiti scientifici collegati al cambiamento climatico e in questi giorni discutono le possibili soluzioni che a qualsiasi livello della società possono essere messe in atto per muoversi verso un futuro sostenibile.

Planet under pressure è organizzata da:  International Geosphere-Biosphere Programme, DIVERSITAS, International Human Dimensions Programme on Global Environmental Change, World Climate Research Programme, Earth System Science Partnership e sponsorizzata dall’International Council for Science. La conferenza è in partnership con centri scientifici e network che in tutto il mondo ospiteranno eventi collegati (si veda la lista al sito: www.astc.org o http://www.planetunderpressure2012.net/scitech.asp).


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